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Angelo Scelzo

TRENTARIGHE

15/05/2020

Una parola al giorno dal vocabolario della crisi

  • 12/ COMITATI E COMMISSIONI – la proliferazione delle task-force

Angelo Scelzo

È il lato buono e (forse) inoffensivo del contagio. Si chiama proliferazione, una mutazione di genere già ampiamente diffusa, e che produce micro (ma anche macro) organismi. Non è però questione di cellule. C’è un ceppo Italia per il quale l’organismo è tutt’altro: un ente, un’istituzione. O meglio ancora un Comitato, una commissione.

La denigrazione corrente è che si ricorre ad essi quando non si vuol risolvere un problema. È difficile negare che questa impopolarità sia stata guadagnata sul campo.  Anzi su molti campi, tutti quelli segnati dal più famoso dei marchi nostrani, appunto il Comitato, il bollino di sana e (poco) robusta efficienza posto a garanzia contro problemi e avversità di vario tipo.

La pandemia è certo di quelle peggiori e combatterla con armi spuntate, s’è visto, può costare davvero caro. Mettere le mani – e il Comitato-  avanti si è profilata subito come questione di prima necessità. Trattandosi di virus è parso del tutto naturale che l’organismo subisse un immediato contagio fino a riprodursi e a far impennare i numeri e linee del grafico corrispondente. In tutta coerenza con la materia, ecco spuntare le diverse mutazioni: Comitato tecnico, Comitato scientifico, consultivo, informativo…  E a seconda del ramo, la diversa consistenza del nucleo. Oltre settanta i componenti del Comitatoprincipe più vicino al Conte di governo. Ma spalmati tra i ministeri, non si contano le filiere di commissioni, gruppi e sottogruppi o singoli esperti chiamati a consigliare, assistere, orientare.

Sembrava un po’ al tramonto il ricorso a queste piccole (ma non sempre) assemblee costituite alla bisogna, ma il coronavirus ha fermato anche questo tempo, segnando piuttosto l’ora del rilancio e allargando, anche qui l’area del contagio. Difficile pensare che le regioni avessero pronto, (o voglia di)   un “vaccino” in grado di tenere lontana l’inveterata tradizione. E così il via libera ai tavoli di esperti non ha tenuto neppure più’ conto del distanziamento sociale. Si è fatta folla intorno alle task- force spuntate dappertutto.

Nessuno ancora ha provato a fare un conto totale. Sarebbe più che altro un censimento e dunque un’operazione piuttosto complicata. Ma una soluzione comincia a farsi strada: c’è forse bisogno di un Comitato. 

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