Una parola al giorno nel vocabolario della crisi

  • 6/ CONGIUNTI, CONGIUNTIVI E CONGIUNTIVITI

Angelo Scelzo

Anche nella pandemia molti problemi sono forse alla radice. Quantomeno quella dei nomi, perché non può essere un caso che congiunti, congiuntivite e congiuntivi abbiano tutti, ognuno per il proprio verso, molto a che fare con le tante questioni che il coronavirus, con tutti i suoi disastri, ha portato con sé. Non è solo una cong(ettura) pensare che la dissertazione sui congiunti, mirasse in realtà, a disorientare e confondere per prima il virus (e dalla curva in discesa dei contagi, non si può escludere che un qualche effetto l’abbia avuto). Una parentela allargata al sesto grado è un po’ come una rincorsa all’indietro alla ricerca di un dna perduto, roba quindi da laboratorio più che da ufficio anagrafe.

Quanto alle congiuntiviti è noto che si tratta di uno dei sintomi più comuni per chi è colpito dal Covid 19. I congiuntivi, a loro volta, sono una questione a parte che però in qualche modo ha anticipato il tempo – declinato purtroppo al presente- della pandemia.

Forse il contagio era già in atto, ma mai s’era assistito a un distanziamento così radicale dalle regole della buona grammatica, da parte, soprattutto, della classe politica.

È stato una sagra di libere interpretazioni che ha segnato, di Maio in peggio, il tentativo di snellire, una buona volta, anche la burocrazia di perfetti e imperfetti, passati e trapassati che ingolfano prima di tutto l’oratoria dell’aula parlamentare.

Nel piano di semplificazione già avviato, anche per i verbi l’uno vale uno. Nel senso che uno vale l’altro e non è il caso di mantenere in piedi gerarchie fuori tempo (appunto) e fuori luogo.

Il coronavirus, allargando pericolosamente il campo alla sfera scientifica, ha reso più viva l’esigenza. I congiunti da una parte e la congiuntivite dall’altro, hanno poi contribuito a mantenere viva la questione. Il congiuntivo, e le ombre che lo circondano, ha conosciuto quasi una seconda vita, sottraendosi così a un lockdown imposto dalla carità di patria. Ma questo ritorno a campo aperto, presenta i suoi rischi perché in una cong(erie) come questa il congiuntivo può essere scambiato per un virus grammaticale dal quale tenersi a distanza. Se sarebbe questo il timore non fosse poi così infondato.

Angelo Scelzo

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