Una parola al giorno dal vocabolario della crisi

  • 16/ TURISMO A KM ZERO – AAA Villeggianti, anche nostrani cercasi
  • Angelo Scelzo

Turisti cercasi- È trascorso poco tempo da quando il turismo, e i turisti, si sono trovati sotto accusa come i primi responsabili del diffuso degrado urbano, soprattutto nelle città d’arte. Venezia stava per insorgere contro la calata di barbari o poco meno, che prendendo d’assalto le sue bellezze sembravano decretarne anche la fine. Così Firenze; e, in misura forse minore per la sua estensione metropolitana, Roma. In tutti i centri storici delle mille città’ e paesi d’Italia, si è levata la voce, anzi il coro di un “ vade retro” tanto insistito quanto irreale, e che oggi appare grottesco.

Certo, un turismo sfrenato e senza regole, cafone e caciarone, è sempre bene che non esporti i suoi vizi, ma occorre prendere atto che negli ultimi tempi il turista in sé è diventato una delle figure più dileggiate e malviste del panorama sociale. Più che nella parte dell’ospite si è trovato spesso in quelle dell’imputato. E di un po’ di tutto, Tenendo conto che si è di fronte a un settore fortemente differenziato, dal “mordi e fuggi” fino ai diportisti  di alto bordo, anche le diverse categorie di detrattori – quelli, per andare sulle spicce, con la “puzza sotto  al naso” – si sono manifestate senza risparmio.

Ma ora spira tutt’altra aria. Il turismo è l’industria che viene a mancare nel momento in cui il paese è impegnato nella grande ripresa. Il turista singolo è invocato da ogni parte come la risorsa di cui non è possibile fare a meno. Piazze, musei, spiagge, negozi: tutti a (ri)cercare, con la lanterna dell’emergenza, questo oggetto smarrito diventato tutt’a un tratto prezioso. Perciò passi pure qualche Intemperanza di troppo, e l’abbigliamento forse un po’ eccentrico. Metaforicamente si può indossare la “mascherina” anche contro disagi di questo genere.   Ma per carità, che ritorni, si faccia rivedere, non volti le spalle alle strepitose bellezze che sono ad attenderlo a ogni curva del Paese. Sono pronte per lui, su vassoi d’argento, le chiavi delle città. E già schierati i comitati di accoglienza.  Scrutano in lontananza, come nella parabola evangelica, il ritorno di una sorta di figliol prodigo.  Non si va per il sottile neppure per il passaporto. Americani, asiatici, o anche europei di consolidata tradizione, come i tedeschi sulla riviera adriatica, sembrano più che altro un miraggio, almeno per quest’anno. Ma, messo alle strette, il barnum delle vacanze ha pronta l’opzione di riserva: il turista a “km zero”. O suppergiù. In tempi di pandemia non si può andare per il sottile.

Angelo Scelzo

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Angelo Scelzo

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