IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI UN PAPA CHE HA CAMBIATO CHIESA E MONDO
La Messa di Papa Francesco all’altare della tomba in San Pietro. Le celebrazioni in Polonia . L’omaggio a un grande protagonista della storia della Chiesa e del mondo moderno.
Il centenario della nascita di Karol Wojtyla, futuro Papa, futuro Santo, protagonista assoluto della storia del novecento e della prima parte del Duemila, e stato naturalmente ricordato a tuti i livelli. Papa Francesco ha celebrato la Messa del mattino all’altare della tomba nella Basilica di San Pietro. In Polonia l’anno centenario sarà al centro di una serie di grandi manifestazioni. Anche la stampa internazionale ha dato grande risalto alla ricorrenza. Avvenire ha ricordato Giovanni Paolo II con un articolo del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin e pubblicato ikl messaggio del Papa emerito Benedetto alla chiesa in Polonia,.Va segnalata un’edizione speciale de L’Osservatore Romano” con un numero unico ricco di testimonianze e di grandi firme, tra cui quelle di Lech Walesa e di Michail Gorbaciov.
Parlare, e tanto più scrivere, di San Giovanni Paolo II è sempre impegnativo per tutti. Per chi lo ha conosciuto piuttosto da vicino e ha avuto il privilegio di poter collaborare con lui, seppure in posizioni di retrovia, il compito è ancora più difficile. O meglio: diventa sempre più difficile, perché Il tempo continua a lavorare per lui, e a proporci, a quindici anni dalla morte, l’inesauribile trama di una vita incontenibile anche per la più accurata delle biografie.
Non si tratta di trovarsi di fronte a nuovi eventi o a nuove scoperte. È Papa Wojtyla che è sempre nuovo, e lo diventa ogni volta di più, lungo il corso di questi 15 anni che ci separano da lui.
Come modesto, ma sincero atto di omaggio al Papa che ho servito più a lungo, ho scritto due diversi ricordi per Il Mattino e Avvenire, pubblicati di seguito in questo blog Nel primo articolo, pubblicato lunedì 18, ho ripercorso la straordinaria biografia di Giovanni Paolo II, mettendo in risalto il suo enorme contributo alla storia della chiesa, dal Concilio al passaggio del Millennio con il Grande Giubileo dell’Anno Duemila.
L’articolo su Avvenire riguarda invece una testimonianza diretta, in occasione del devastante terremoto dell’Ottanta in Campania e Basilicata. Tre giorni dopo, Giovanni Paolo II si recò in pellegrinaggio nei luoghi del disastro. Dopo le visite agli ospedali di Avellino e Potenza, raggiunse Balvano, un piccolo centro del potentino, apparentemente poco colpito dalla terribile scossa, con le case tutte in piedi. L’unico crollo fu quello del campanile della chiesa, e nell’ala dove si trovava il coro delle ragazze per la messa domenicale delle sei. Sessantasei vittime e un paese sconvolto, senza nessun edificio, a parte la chiesa, che facesse pensare alle rovine del sisma. Una situazione irreale, nella quale Papa Wojtyla si immerse con straordinaria sensibilità e padronanza. Trai i ricordi più vivi di tutto il pontificato ho ancora l’immagine del Papa che, con un gesto risoluto, vede un banco di scuola, prende un lembo della sua veste bianca, e con una mossa agile e giovanile sale da solo sul banco e prende a parlare a una folla sparuta e impaurita. Quel banco diventò altare e cattedra di una preghiera e di una grande lezione di coraggio e di fiducia per tutti. Un pellegrinaggio davvero difficile da dimenticare.
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