Angelo Scelzo
Anche il Vaticano ha il suo <libretto rosso>, di solito non meno di duemila pagine, tutte nomi, cifre, dati e quel tanto di storia che può bastare a delineare i contorni di uno Stato con così pochi anni alle spalle e così poca superficie intorno, da far pensare come la storia badi poco ai numeri e molto alla sostanza.
L’annuario pontificio pubblicato nelle sue varie forme fin dal 1716, (e sotto l’attuale titolo a partite dal 1860) è il testo-chiave per aprire le porte di una conoscenza non sommaria dello Stato. Almeno nel perimetro della città del Papa, di anno in anno, è un best seller annunciato, il libro di prima consultazione per capire il < chi, come, dove, quando, perché’> del Vaticano e della Chiesa universale. È lo specchio di carta di un mondo che da quelle pagine tiene il conto di se stesso e dei suoi cambiamenti. Nulla sfugge a questa specie di archivio in progress, che cataloga vecchio e nuovo, diocesi territoriali o anche solo nominali, sedi titolari abbazie, esarcati e ordinariati, vicariati e prefetture apostoliche, tutte – insomma- le variazioni a tema delle diverse istituzione cattoliche nel mondo, a partire naturalmente dalle Curia romana e dalla congregazioni, senza dimenticare le rappresentanze pontificie e il poderoso schieramento di istituti religiosi maschili e femminile, una galassia difficile da censire, e ancora più’ complicata da decifrare attraverso titoli che si somigliano e si confondono tra loro ( Le Oblate del Sacro Cuore e le Oblate del preziosissimo Sangue). Quanto alle citazioni di persone, incarichi e uffici, l’Annuario è poi una sorta di certificato a vista che convalida e, allo stesso tempo, misura, il grado di cittadinanza vaticana: un ufficio anagrafe un po’ particolare che dà conto di titoli, gradi e onorificenze. Ma il <libretto rosso> è molto altro ancora: per un’intera sezione si può parlare di fonte storica, visto che di tutti gli organismi citati, è possibile rintracciare il profilo, ripercorrere la genesi e rivivere i momenti più’ importanti.
Le pagine di quello che e’ il repertorio ufficiale della Chiesa cattolica, stampato ogni anno dalla Libreria Editrice vaticana, in fogli di sottilissima carta india, si aprono naturalmente con la serie dei sommi pontefici romani, secondo la cronotassi del <Liber Pontificalis>, la raccolta della biografia dei papi da San Pietro fino al 1460, secondo anno del pontificato di Pio II.
Rapportato alla storia millenaria della chiesa, l’Annuario può essere considerate il <diario di bordo> di un’istituzione chiamata a tenere sempre aperti e aggiornati i suoi archivi. Non a caso l’Ufficio centrale di statistica, che si prende cura dell’impegno, ha il cuore antico di un organismo secolare, ma il passo leggero di un moderno centro studi capace di vagliare cronaca e storia e tirare le somme in senso scientifico, di effetti e fenomeni di particolare rilevanza, da mettere quindi sotto osservazione. In qualche modo, non solo riguardo ai numeri, l’ufficio che cura l’Annuario, e l’Annuario stesso, è un po’ il termometro dello stato della chiesa nel mondo.
Anche per questo il <libretto rosso> più’ che un prontuario è una guida ad ampio spettro di consultazione: ha l’agilità di un giornale per la ricerca, o la verifica, di fatti e notizie, e insieme anche l’autorevolezza di un testo che non manca in nessuna scrivania importante. Neppure su quella del Papa. In segno di omaggio cambia però la copertina: il libretto rosso> è rivestito da una sopraccoperta di pelle bianca. Noblesse oblige.
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