Chi sono

MI presento

Giornalista, autore di numerose pubblicazioni su temi della comunicazione e della realtà ecclesiale in Italia e nel Mezzogiorno.

Ho iniziato l’ attività come collaboratore sportivo della pagina salernitana de Il Tempo. Mi sono occupato quindi a lungo, per vari anni, della Salernitana, prima di essere assunto al quotidiano Avvenire che, dal 1972 aveva iniziato, con il sistema allora innovativo della teletrasmissione, la stampa nella tipografia di Pompei. Qui ho contribuito allo sviluppo di un’attività editoriale in loco, ideando – e realizzandola in concreto con l’edizione di di “Salerno 7″ – la formula delle pagine diocesane, tuttora presenti nel quotidiano cattolico nazionale. (E’ stata una vicenda importante, e due anni fa in occasione dei 50 anni di vita di Avvenire, ho ricostruito tutto in un libro: <La Questione meridionale del giornale cattolico nazionale>). Negli seguenti, fino al 1984, in Avvenire ho lavorato come inviato speciale e vice-capo della redazione romana. Ho lasciato il giornale, con il quale ho tuttavia sempre continuato a collaborare, dopo essere stato chiamato a L’Osservatore Romano, direttore Mario Agnes, come segretario di redazione e poi vice direttore. Ho avuto così l’occasione, anzi la fortuna, di poter compiere molti viaggi in varie parti parti del mondo, soprattutto in Africa, al seguito di Papa Wojtyla. Un privilegio che non si può dimenticare

Per due anni, dopo un’esperienza esterna a L’Informazione ho diretto l’agenzia missionaria Fides. Sono stato poi nominato responsabile della struttura informativa dell’Anno Santo del 2000, e contemporaneamente, nel maggio dello stesso anno, Sotto-segretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. L’ultimo incarico ricoperto è stato quello di vice Direttore della Sala Stampa della Santa Sede.

Ma altri impegni non sono mancati e mentre continuo a dirigere il periodico del Santuario, <Il Rosario e la Nuova Pompei – molto più di un impegno solo professionale- ricordo la bellissima esperienza della collaborazione – che si protrae tuttora – con la Facoltà teologica dell’Italia meridionale, sezione San Luigi a Posillipo, in preparazione della visita di Papa Francesco lo scorso 21 giugno, a conclusione del Convegno sulla “Veritatis Gaudium”.

Ho scritto diversi libri: biografie di santi, Padre Annibale Maria di Francia, fondatore dei Rogazionisti; Beati, Madre Teresa Casini, fondatrice delle Oblate del Sacro Cuore, e personaggi ecclesiali, come il cardinale Giuseppe Casoria (<Anche la Curia ha un’anima: napoletana).

Saggi sulla comunicazione vaticana ( < La Penna di Pietro>) e un libro sul Giubileo straordinario della Misericordia, indetto da Papa Francesco nel 2015 ( <Il Giubileo, la Misericordia, Francesco>), tutti editi dalla Libreria Editrice Vaticana.

Al termine del Grande Giubileo dell’Anno Duemila, ho curato, per il Comitato Centrale, il volume commemorativo . Durante lo svolgimento ho diretto la rivista ufficiale <Tertium Millennium> e l’ultimo anno <Il Giornale del Pellegrino>, pubblicato in sette lingue

L’ultima pubblicazione riguarda un ritorno al passato ( e alle origini): una doppia versione – la prima a tiratura limitata e corredata da una litografia di Mario Narni Mancinelli – sul centenario della Salernitana.

I due titoli: <Una partita lunga un secolo>, con prefazioni di Dino Zoff e Nino Petrone, l’altro < Il primo secolo non si scorda mai> con l’ideazione grafica di Franco Cannavale.

Mi sono accorto, dopo molte righe, che in realtà ho proposto nient’altro che il mio curriculum professionale. E’ un vizio tipico dei giornalisti, ma forse non solo. Avrei dovuto, per farmi conoscere meglio ( e ammesso che interessi a qualcuno), parlarvi di più, per esempio. dei miei hobby, ma il fatto è che essi coincidono in larga misura con il lavoro. Non si tratta di un grande sfoggio di fantasia, ma, soprattutto al tirar delle somme dopo una non breve carriera, mi sono sempre più convinto che è proprio così: il mio più grande hobby è stato il lavoro; e poterlo dire oggi significa confessare un privilegio senza pari.

Ad ogni modo qualche traccia di maggior conoscenza, almeno per i capitoli più ricorrenti, è presto servita: sono appassionato di letteratura italiana e il mio scrittore preferito è Giovanni Verga. Tra i cantanti ho un idolo, Sergio Endrigo. Tra i ciclisti sono stato tifoso di Italo Zilioli, l’eterno secondo. E nel calcio di un portiere, Giuliano Sarti. Quanto alla squadra del cuore, un indizio è stato già fornito. Ha compiuto da poco cent’anni, ha la maglia granata, per simbolo il cavalluccio marino e provvisoriamente) milita in serie B,

Sopporto però poco il calcio moderno, e ancora meno le maglie-arlecchino, appaltate centimetro per centimetro dagli sponsor, e i numeri sulla schiena dall’uno al novantanove. Del Var, o della Var, fa lo stesso, neanche a parlarne; vanno solo abolite. E metterei la multa a ogni cronista che racconti la partita come una resa dei conti tra il 4-3-3 e il 3-5-2. A dare i numeri, in giro. c’è già tanta gente. In questo campo, lo devo ammettere, sono un pò all’antica, e forse anche un pò reazionario. Ma posso assicurarvi: solo in quel campo . Del resto anche da lì vengono altri idoli, e proprio di provenienza giornalistica. Ho letto Gianni Brera e il suo arcimatto sul Guerino nascosto nei libro di matematica sotto al banco. Ho fatto scarsi passi avanti, forse dalle tabelline in poi, ma non ho un briciolo di pentimento. Sono breriano anche come concezione calcistica e ho ammirato, fino a farmi prendere da una folata di tifo provvisorio, la grande Inter del mago Herrera e delle vittorie in contropiede, magari allo scadere del tempo.

Ma l’ultima “traccia”, forse la più importante, è questa: ho molti amici e una bella famiglia alle spalle.

Ora questo blog, l’ultima cosa a cui avrei pensato. Ma ci hanno pensato i nipoti. ( E , devo confessare, hanno fatto proprio bene )


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